FILM: Secondo western di Sergio Leone, e capitolo centrale nella sua “trilogia del dollaro”. Cinico quanto il precedente “Per un pugno di dollari”, è però meno astratto ed usa schemi collaudati: ad esempio, la trama imperniata sulla rapina in banca, o gli “sketch” umoristici. Ed ancora, la varietà bizzarra dei personaggi, che rende il tono più leggero, anche se meno “esistenziale”. La violenza è di nuovo preponderante, ed ha tratti sadici, mentre il senso di disincanto è ben riassunto nel tratteggio dei rapporti umani. Questi ultimi, infatti, si manifestano in sfide d’abilità, inganni, persino furti di mozziconi, ed anche quando sono “edificanti” hanno finalità egoistiche tipo soldi o vendetta, e sono alimentati dal dolore. La regia, come la trama, è più “frizzante”, ed il montaggio più rapido: ma l’epicità resta fenomenale ed “esplode” i duelli nell’ormai solito crescendo di primissimi piani, ai quali s’aggiunge un’enfasi del sonoro che, in questo capitolo più degli altri leoniani, esalta l’atmosfera portandola fuori dagli schemi… cioè in un limbo fra leggenda e caricatura. Clint Eastwood, più loquace e “contesutalizzato”, torna nei panni del pistolero solitario, ma questa volta si “sdoppia” in una saggia emanazione interpretata da Lee Van Cleef. Gian Maria Volontè, invece, sembra il “fantasma” del cattivone intepretato in Per un pugno di dollari, ritornato dall’inferno. Non a caso, sfoggia atteggiamenti diabolici, ha la coscienza annebbiata dalla droga ed è accompagnato da uno scagnozzo deforme (il celebre “gobbo” di Klaus Kinski). Le musiche di Morricone rilanciano in vivacità e la battuta finale di Eastwood chiude i conti (letteralmente) su una vicenda in cui la bilancia della giustizia è tenuta in equilibrio dai morti e dalle ricompense.

QUALITA’ VIDEO (7 e 1/2 su 10): Le immagini di “Per qualche dollaro in più” sono state compresse con algoritmo VC1 su Bluray a singolo strato, ovviamente mantendendo l’aspect ratio 2.35:1 originale. La qualità video è buona, ma frenata da una certa discontinuità e, soprattutto, dalla ripresa nel formato Techniscope a due perforazioni, che limita la nitidezza. La sequenza dei titoli è sgranatissima, mentre la prima inquadratura sul treno è “dissolta” dal DNR: subito dopo, però, il quadro si fa più definito e naturale, soprattutto nei primi piani. Questi ultimi sono sempre porosi e, complici le riprese ravvicinate di Leone, mettono ben in evidenza i dettagli di pelle, occhi, denti, capelli. Peccato giusto per le molte scofature, comunque parte della ripresa originaria. Anche i piani medi, seppur “morbidi”, sono definiti (es. gli esterni delle cittadine e delle montagne), mentre i totali sono più impastati ed a volte presentano una consistenza “polverosa”. Sempre i totali hanno qualche disuniformità nella messa a fuoco, e contorni “bombati” (o sdoppiati), soprattutto in zone dell’immagine con molto contrasto. I colori sono abbastanza caldi, e su facce o sfondi naturali tendono un po’ al rosso (oltre ai “soliti” beige, giallo, marrone etc.). In scene scure, invece, c’è una lieve tendenza al bluastro che qualche volta sfocia nel viola, come dimostrano la prima scena dell’evasione e le altre notturne, o al chiuso. Altre scene (molto brevi) tendono al verde, anche se nel complesso l’impatto resta “torrido”, e caratterizzato da primari accesi. Il contrasto è molto elevato, tanto che il bianco tende un po’ a bruciarsi in qualche scena molto luminosa all’aperto: ma il problema, evidente sul cielo, è troppo sporadico per allarmare. In generale, il livello del nero si mantiene ottimo, anche se, complice l’età del film, le scene buie s’appiattiscono, e perdono molti dettagli sugli sfondi e nelle zone di penombra. Le condizioni della pellicola appaiono molto buone, soprattutto grazie al restuauro operato dalla cineteca di Bologna: infatti non ci sono graffi, e le spuntinature si mantengono sempre sotto il livello di guardia. Tuttavia, in qualche passaggio si notano delle lievi instabilità, soprattutto nella forma di “stiramenti” verticali del quadro. La compressione, caratterizzata da un buon bitrate, è sempre trasparente e non provoca blocking, banding o rumorosità anomale. Assenti anche fenomenti di aliasing sui contorni o di “collosità” provocate dal DNR, usato solo in pochissime scene (es. quella iniziale già citata). Proprio l’assenza di DNR permette alla grana di mantenersi fine, naturale, e senza nessun brutto effetto di “congelamento”. Non mancano passaggi in cui, sempre la grana, diventa molto più spessa o “sporca”: ma ancora una volta si tratta di caratteristiche del girato originario, pienamente rispettare dal trasferimento. Rispetto al video di Per un pungo di dollari, questo è più “vivace”, caldo, e con primi/medi piani più spettacolari: tuttavia, la maggiore discontinuità nel dettaglio (ma anche nella resa di grana e contorni) compensa in negativo.

Grafico Bitrate (cliccare sopra per ingrandirlo):

Occupazione file video: 21,3 Gigabyte – Bitrate medio 18 Mbit

Screencapture Bluray: full HD high quality PNG (occhio agli spoiler!!)











Confronto DVD – Bluray dopo il commento sull’audio.

QUALITA’ AUDIO (6 su 10): L’audio italiano (DTS HD Master Audio mono) suona vecchio, e non può certo stupire come una colonna sonora 5.1. Però è abbastanza pulito e mantiene una presenza discreta per tutto il film. Come al solito in questi casi (film degli anni ’60 girati con budget modesti), il suono è confinato sulle medie frequenze, con solo qualche sconfinamento di poco conto verso il basso. Le musiche sono riprodotte con buona enfasi, anche se la poca nitidezza le rende più “squillanti” che dolci (es. la suonerie dell’orologio o il fischio del maestro Alessandroni). Le voci sono nitide e non troppo aspre anche nei passaggi più chiassosi. Inoltre, sono missate abbastanza bene con il resto della colonna sonora, così da non sembrare troppo distanti o in primo piano. Effetti come spari ed esplosioni sono “scarichi”, e presentano qualche “formicoliò” un po’ fastidioso, o che tende a soffocare il resto dell’audio. Rendono meglio, invece, i rumori dei cavalli al galoppo, delle porte sfondate, e delle risse, anche se in generale, e nonostante certi “boati” più convinti nella seconda parte, i momenti suggestivi scarseggiano. Il volume di registrazione è nella norma ed il fruscio discreto, con però qualche “picco” nei passaggi silenziosi. L’uso del DTS, infine, evita sottofondi “metallici” anche quando il rumore di fondo è più presente, e garantisce un calore tipicamente “analogico” dell’audio. Tutto considerato, era impossibile fare di più, ma vanno comunque apprezzate la corretteza filologica della traccia (non compromessa da remissaggi artificiosi) e l’uso della codifica HD loseless.

Confronto DVD – Bluray: full HD high quality PNG (occhio agli spoiler!!)





QUALITA’ CONTENUTI EXTRA (3 su 10): I pochissimi extra sono contenuti in un bel menù animato. In dettaglio, comprendono:

Featurette “Omaggio a Sergio Leone – Il restauro” (SD, 9 min.)

Trailer HD di Alpha Dog, Un ponte per Terabithia, Il mio nome è nessuno

La featurette è in pratica un “megaspot” realizzato da Sky per reclamizzare il passaggio del film sui propri canali: mostra vari spezzoni di pellicola prima e dopo il restauro e fornisce alcuni dettagli sul lavoro eseguito dai tecnici della cineteca di Bologna. In più, include un paio d’aneddoti divertenti, tipo quello su Clint Eastwood con la faccia pitturata di nero. Le spiegazioni sono interesanti ma la durata troppo esigua. La qualità video dello spezzone è discreta, mentre quella dei trailer ottima.


Visto con: VPR EPSON TW980 Full HD, PLASMA HD-Ready PANASONIC PV60 (50”), PC ACER 8930 FULL HD 18,4”, Sony BDP-550
Ascoltato con: Amplificatore Onkyo TXDS676 e diffusori JBL TLX 500 e 700 + subwfoofer Jamo X5, Cuffie + decoder 5.1 Sony MDR-DS 1000


link a recensioni esterne:

AfDigitale (Bluray italiano)

Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
Forum Blu-ray.com (Bluray italiano)
DVD Forumcommunity (Bluray italiano)

Scheda del film:
Imdb