Predator 2

FILM: Degno sequel di Predator, fantahorror di John McTiernan in cui il mercenario Arnold Schwarzenegger doveva vedersela con un ferocissimo alieno cacciatore di uomini, in mezzo alla foresta centroamericana. Questo secondo capitolo, diretto da Stephen Hopkins, ripropone l’alieno bramoso di trofei umani ma sposta l’azione dalla foresta tropicale alla Los Angeles del 1999 (scegliendo un’atmosfera solo leggermente futuristica, dato che il film è del ’90). Inoltre, abbandona il taglio bellico in favore di quello poliziesco, prima di trasformarsi, come il predecessore, in un’avventura dalle tonalità fantascientifiche (ed anche molto “testosteroniche”). Protagonista assoluto è Danny Glover, che interpreta il cocciuto poliziotto Mike Harrigan, ma sono ottimi comprimari Ruben Blades, Bill Paxton e Maria Conchita Alonso, nei panni dei suoi colleghi più stretti. Nella trama, distillata da una sceneggiatura di Jim e John Thomas, la polizia di Los Angeles è alle prese con una criminalità sempre più indomabile, finché un killer dalla forza sovrannaturale inizia a sterminare i malviventi. Il detective Harrigan e i suoi uomini tentano di far luce sugli strani omicidi ma vengono minacciati da speciali agenti del governo che già conoscono la natura “particolare” del killer: quest’ultimo, infatti, è un alieno dotato di mimetizzazione, vista agli infrarossi ed armi ultratecnologiche, e a caccia d’umani per sport. I governativi, capeggiati dal possente Peter Keys (Gary Busey), vorrebbero catturare l’extraterrestre per i loro scopi militari, senza alcuna interferenza, ma Harrigan ignora ogni intimidazione e quando l’alieno uccide il suo collega “storico”, inizia una personale battuta di caccia per eliminarlo. Pur non viscerale come lo splendido capostipite, Predator 2 si distingue lo stesso per il ritmo incalzante, le scene d’azione intense ed una resa dei conti che si snoda, nei meandri della città, per quasi tutta la seconda parte. Anche la regia non è elegante come quella di McTiernan ma ricorre ad un’efficace impronta fumettistica sia nelle inquadrature che nei movimenti di macchina. In più, è frenetica e fantasiosa (ma non confusionaria) e sfrutta gli occasionali inserti video per immergere nell’azione con maggiore drammaticità. Il tasso di violenza è sconcertante per una produzione hollywoodiana ma ciò che più colpisce è l’efficace trasfigurazione di Los Angeles in giungla urbana di fine ventesimo secolo. La città ritratta da Hopkins, infatti, è ferale, torrida, opprimente ed è pervasa da un cinismo che si riflette, con accenti satirici, sia nella spregiudicatezza dei media che nell’estenuante ricorso alle armi da parte d’una società divisa in “branchi”. Tale rappresentazione, a cui s’aggiungono certi “tribalismi” e le commistioni di tecnologia, architetture Maya, ed elementi retrò, è il terreno ideale per un film che trae la sua energia dal ribaltamento dei ruoli di cacciatore e preda (cioè gli unici rimasti possibili) e dalla riduzione di ogni rapporto ad aggressione manesca (!). Ben tratteggiati i personaggi (almeno nei limiti del genere) con in testa il coriaceo Harrigan, l’unico che ha una motivazione più forte del codice di caccia alieno per ergersi a “re della giungla”, cioè la vendetta. Eccellente, addirittura, la caratterizzazione del nuovo Predator, in cui vengono ampliate, con immenso rispetto, la mitologia e l’arsenale della creatura ideata da Stan Winston, senza che però si mostri troppo (a differenza di quanto avviene negli orrendi sequel Alien vs Predator). Gli effetti speciali, dal canto loro, non solo sono ottimi, ma fedeli al capitolo precedente sul piano grafico, cromatico e perfino sonoro. Riuscitissime, infine, le musiche di Alan Silvestri, nuove ma allo stesso tempo familiari a chi ha amato quelle del capostipite. L’atmosfera infervorata (e a volte sopra le righe), intacca un po’ l’epica e lo scontro conclusivo poteva essere più esaltante: ma a far dimenticare questi limiti ci pensano citazioni una più sincera dell’altra (impagabile quella di Alien) e richiami stupefacenti al primo capitolo (anche se un paio vanno sentiti in lingua originale per essere colti). Cosa chiedere di più? Magari una rivelazione pre-finale che valga da sola il “prezzo del biglietto”? Niente paura, c’è anche quella.
Screencapture Bluray: full HD high quality jpeg (occhio agli spoiler!!)














Altri screencapture dopo il commento agli extra.
Commento del Regista Stephen Hopkins
Commento dei produttori Jim e John Thomas
Documentario: I cacciatori e la preda (35 min. 41 sec.)
Sezione “Evoluzione”, comprendente le featurette:
- Qualcosa sul tetto (2 min.)
- Nemico nel vicolo (3 min. 11 sec.)
- Sfida in metropolitana (1 min. 4 sec.)
Sezione “Armi preferite”, comprendente le featurette:
- Guanto con coltelli (1 min. 3 sec.)
- Autodistruzione (47 sec.)
- Cannone al plasma (59 sec.)
- Lanciatore di reti (59 sec.)
- Arma intelligente (1 min. 58 sec.)
- Lancia telescopica (58 sec.)
Sezione “Elementi di Hardcore”, comprendente le featurette:
- Report speciale di Hardcore: città in guerra (3 min. 17 sec.)
- Hardcore – dall’attacco al mattatoio: report speciale (3 min. 48 sec.)
Sezione “Galleria promozionale”, comprendente le featurette:
- Predator va in città / 1990 (3 min. 3 sec.)
- Making of / featurette internazionale /1990 (5 min. 42 sec.)
- Realizzazione dell’ultimo cacciatore (3 min. 43 sec.)
Link a sito web 20th Century Fox
La traccia di commento di Hopkins (la sola ascoltata) è una manna per gli appassionati, anche se ha un ritmo soporifero: il regista, infatti, parla con un tono terribilmente flemmatico e per di più alterna i suoi aneddoti a pause anche abbastanza lunghe. In ogni caso, vale la pena ascoltare il suo punto di vista sul personaggio di Predator e sulla concezione della storia, oltre a molti altri particolari sul cast e sugli effetti speciali ottici. Molto piacevoli anche certi racconti sulle tecniche di ripresa e su un episodio poco bello con l’attore Ruben Blades (poi chiarito in una trasmissione televisiva), per non parlare di qualche nota sulle “comparse” del film: ad esempio, sull’esagitato sicario “wodoo” nella scena dell’attico e sulla ragazza nuda che compare nella stessa sequenza, cioè la futura pornoattrice Teri Weigel. Il documentario principale, realizzato per il DVD americano del 2004, mescola immagini d’epoca ad interviste recenti ed’è anch’esso molto bello. Certi argomenti, però, sono gli stessi della traccia di commento, anche se ad esssi s’aggiugono interviste agli attori principali (compresi Kevin Peter Hall, l’interprete del Predator, e il coprotagonista Gary Busey), ampi outtakes e dietro le quinte sugli effetti di trucco. Come prevedibile, non mancano interventi di Stan Winston, il grande effettista speciale scomparso da pochi mesi ed autore sia del “concept” che del costume di Predator. La sezione “evoluzione” include tre brevi inserti sugli effetti speciali ottici: ognuno di essi mostra la composizione d’una particolare sequenza che li include ed è parecchio interessante. Peccato però per la brevità. Le featurette della sezione sulle armi sono quasi solo “didattiche”, sebbene qualche particolare non mancherà d’affascinare gli appassionati, mentre i mini documentari della galleria promozionale ripropongono molto di quanto già visto nel making of principale, però tramite gustose immagini d’epoca, dal momento che risalgono tutte al 1990. Simpatiche, infine, le featurette della sezione “Elementi di Hardcore”, che in pratica ampliano alcuni degli inserti video intravisti nei notiziari del film. La seconda featurette, in particolare, merita una certa attenzione, dal momento che estende la sequenza con Harrigan al cimitero (ed è quindi una sorta di “deleted scene” mascherata). Tutti gli inserti video sono in definizione standard ed accompagnati, come anche le tracce di commento, da sottotitoli sia in inglese che in italiano.
Screencapture Bluray: full HD high quality jpeg (occhio agli spoiler!!)















link a recensioni esterne:
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
Bluray.com (Bluray inglese)
AVForums (Bluray inglese)
Scheda del film
Imdb